«Devo far respirare il mondo»: la frase da cui è nato il Club del Respiro

Montagne nella nebbia all'alba, simbolo della respirazione consapevole

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C’è stato un periodo in cui ho smesso di respirare davvero. Ci sono voluti molti anni per ricominciare.

Un pomeriggio d’agosto, dopo l’ennesima sessione di respirazione consapevole, mi sono alzato con la mente ferma come l’acqua di un lago e il corpo pieno di energia. Dentro avevo una pace che non sapevo di poter provare. E una frase, chiarissima: devo far respirare il mondo.

Sembrava esagerata. Probabilmente lo era. Ma quella frase non mi ha più lasciato, e oggi ha un nome: Club del Respiro, un movimento per la respirazione consapevole nato a Castelfranco Veneto.

Per capire perché per me conti così tanto, però, devo tornare indietro di qualche anno.

Il periodo in cui ho trattenuto il fiato

Da ragazzo ero libero. Pattinavo, giravo l’Italia, mi sentivo sicuro di me. Poi è arrivato un periodo difficile, di quelli che ti tolgono le parole. E, senza accorgermene, anche il fiato.

Lo stomaco si chiuse, il respiro si fece corto, e io feci la cosa che fanno in tanti: indossai una maschera. Con gli amici sorridevo, dentro tenevo tutto. Non sapevo nemmeno di farlo. Sapevo solo che respirare piano e stare zitto sembrava più sicuro.

Ci ho messo anni a capire che quella maschera non mi proteggeva. Mi teneva soltanto in prigione.

La prima volta che mi sono lasciato andare

A diciotto anni, a una festa d’estate, un amico mi propose un massaggio. Mi sentivo in imbarazzo, ridevo, mi irrigidivo. Poi, piano piano, mi sciolsi. Per la prima volta dopo tanto tempo il mio corpo smise di difendersi, e insieme alle spalle si sciolsero anche i pensieri.

Quella sera capii una cosa semplice: il corpo sa lasciarsi andare, se qualcuno gli ricorda come si fa. Da lì cominciò tutto. Studiai Shiatsu e Medicina Cinese, viaggiai in Thailandia e in India, incontrai maestri di Yoga. Ma la scoperta più grande arrivò nel posto più banale: la mia stanzetta, un pomeriggio qualunque, con un manuale di esercizi di respirazione aperto sul letto.

Respiravo, e a un certo punto mi trovai in uno stato di quiete profonda che non avevo mai conosciuto. Nessun viaggio, nessun maestro. Solo il respiro che avevo sempre avuto con me.

Perché la respirazione consapevole si pratica insieme

Negli anni ho capito che quel ragazzo non aveva bisogno di essere più forte. Aveva bisogno di sentire quello che provava senza esserne schiacciato. La respirazione consapevole è stata questo, per me: il modo per togliere la maschera senza crollare.

E mi ha accompagnato anche dopo, nei momenti in cui la vita ha chiesto di nuovo coraggio. Le difficoltà non sono sparite. Ma dentro di me c’era finalmente uno spazio in cui poterle attraversare.

Per questo il Club del Respiro non è un corso di tecniche. Le tecniche servono, ma da sole non bastano. Quello che cambia le persone è la pratica costante e la presenza degli altri: sedersi accanto a qualcuno che non conosci, respirare insieme per un’ora e scoprire che anche lui, sotto la sua maschera, stava trattenendo il fiato.

Da soli si può iniziare. Insieme è molto più facile continuare.

Non serve un viaggio in India

Quando racconto la mia storia, qualcuno mi dice: «Bello, ma io non ho tempo per queste cose». Oppure: «Non sono il tipo». Lo capisco. Anch’io pensavo che per stare meglio servisse qualcosa di grande: un viaggio, una svolta, un maestro.

Invece la svolta più importante della mia vita è avvenuta seduto su un letto, respirando. Non serve partire. Serve fermarsi abbastanza a lungo da accorgersi di come si sta respirando adesso.

Forse anche tu porti una maschera da così tanto tempo che non ti accorgi più di averla. Forse il tuo respiro è diventato corto per proteggerti da qualcosa che oggi non c’è più. Se è così, sappi che il respiro libero che avevi da bambino non se n’è andato. È solo in attesa.

Il primo respiro consapevole non ti cambia la vita in un giorno. Cambia il punto da cui la guardi. E da lì, un respiro alla volta, tutto il resto comincia a muoversi. Perché quando migliori il tuo respiro, migliori la tua vita.


Se senti che è il momento di cominciare, il Club del Respiro ti aspetta. Il primo incontro è online, lunedì 18 gennaio 2027 alle 20:00, e puoi seguirlo da casa, ovunque tu sia. I posti sono limitati: puoi prenotare la tua prima sessione di respirazione gratuita, senza impegno.

Matteo Bonin

Respira con noi

Il primo incontro del Club è online, lunedì 18 gennaio 2027 dalle 20:00 alle 21:30. Gratuito, posti limitati.

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